FRANCESCO LUCANIA, Presentazione di “Non si piange sul latte macchiato” di Bruno Gambarotta a Ispica

Otto quadretti  dalle tinteggiature leggermente in giallo, più o meno realistici, emergono scene umane talvolta serie e delicate, con risvolti comici, paradossali, tra la commedia dell'arte e il teatro dell'assurdo. Nei racconti è la commedia umana il centro della scena.

Luigi Ficarra, SU STALINISMO, LENINISMO E ALTRO

Nella sinistra di classe, omettendo di compiere sul punto la necessaria riflessione teorico-pratica, si è data erroneamente per compiuta l’analisi dell’origine dello stalinismo e delle sue conseguenze. Questione di cui parlerò in queste note (*)

Gaetano Augello, LA VILLA DI CUCCAVECCHIA

Da molte parti del territorio canicattinese appare nella sua maestosità la cosiddetta Villa di Cuccavecchia, così chiamata dal nome della contrada su cui insiste. L'edificio fu realizzato - su una collina nelle vicinanze della statale per Campobello di Licata - negli anni 1938 e 1939 dal muratore Gaetano Merulla per incarico di Luigi Gangitano Licata, poeta e scrittore, figlio del deputato ed imprenditore Cesare Gangitano e nipote del senatore Salvatore Gangitano.

Il Primo Maggio dell'II. SS. "Galilei" alla CVA di Canicattì



Gaetano Augello, IL BARONE FRANCESCO LOMBARDO

 Il barone Francesco Lombardo è, a mio giudizio, la persona più importante nella storia della città di Canicattì: nel campo economico, finanziario, culturale e nella rivendicazione di importanti riforme come le modifiche delle circoscrizioni territoriali e l'abolizione delle decime ecclesiastiche. Determinante altresì il suo impegno in favore della modernizzazione del settore agricolo che sarebbe diventato il volano dell’economia locale.

Gaetano Augello, SALVATORE CORSITTO DAL "MORTORIO" DI CANICATTÌ AL "PADRINO" DI FRANCIS FORD COPPOLA

Nel post sul Venerdì Santo ho messo in risalto come durante questa festa abbia avuto origine il teatro canicattinese, legato in particolare alla sacra rappresentazione del "Mortorio" e cioè della Passione di Cristo. E proprio al "Mortorio" si deve l'inizio della carriera artistica del famoso attore Salvatore Corsitto.